Ci racconta un po' quello che sta facendo laggiù...
Macas - Ecuador, 02/11/2012
Carissimi, allo scadere di un mese, o poco più, del mio arrivo in Ecuador vi scrivo per dirvi Grazie del tempo passato insieme a Cesano Maderno e per raccontarvi un po' di me qui in Ecuador. Certo un mese è troppo poco per poter dire le reali situazioni ecuadoriane, ma posso trasmettervi le prime impressioni e i sentimenti che vivo in questi giorni.
La prima sensazione, giunta qui, è stata quella di sentirmi catapultata in un "altro mondo", anche se penso che sia molto riduttivo e ingiusto parlare di "altro mondo" e rimarcare le differenze.
La prima reazione di fronte a certe povertà reali e certe arretratezze è stata quella del rifiuto, dell'imbarazzo, del disagio che si prova nel guardare da vicino queste situazioni che fino a "ieri" si sono viste solo sulle riveste missionarie, o se ne è sentito parlare ma mai le si è constatate personalmente.
Non nascondo che dopo solo dieci giorni di permanenza qui, sono andata in crisi...Non è facile passare dalle comodità italiane alle precarietà ecuadoriane! La tentazione di mandare tutto all'aria e di tornare in Italia si è fatta sentire! Ma poi ti accorgi che, di fronte ai sorrisi, alle strette di mano, ai saluti sempre molto cordiali, di fronte alle povertà vissute con molta dignità, alla fede di questa gente, quello che hai lasciato non è poi di più di quello che hai trovato...anzi! Mi sto stupendo per la vivacità e la fede di questo popolo. Il senso di comunità, dell'appartenenza alla Chiesa è molto forte. Ci sono molti adulti che si impegnano e danno tempo per la comunità; ai giovani che si ritrovano per ascoltare, riflettere, pregare e celebrare la Parola per tre giorni consecutivi e gli adulti della comunità erano nel cortile della missione alle 5 del mattino a pregare e cantare per sostenere i giovani che stavano facendo il ritiro!
Mi viene spontaneo chiedermi se questo che chiamiamo terzo mondo non sia in realtà il primo! Se guardiamo questa realtà sotto un'ottica di fede, beh s', questo è il primo mondo!
Quello che mette Dio al primo posto, quello che sa perdere tempo per l'altro, quello che sa accontentarsi di quello che ha pur sapendo che potrebbe avere di più. Noi occidentali abbiamo davvero molto da imparare da questa gente! La loro fede semplice, direi quasi spontanea, traspare in tutto: nel linguaggio (Dios te pague, Dios te benediga, sono espressioni che sento moltissimo dire) nel mettersi a servizio della comunità, nel celebrare l'Eucarestia.
Domenica scorsa ho partecipato all'Eucarestia in una parrocchia di Tumbaco-Quito e, credetemi, mi sono commossa per la gioia, la partecipazione attiva, i canti, la preghiera sentita della gente durante la celebrazione...Non voglio dipingere di rosa questa realtà perchè accanto a questa realtà ecclesiale viva ci sono, però, molte povertà e arretratezze che bisogna superare. Credo che la sfida qui sia proprio questa! La Chiesa lo sta facendo, ma credo che se anche voi ci date una mano possiamo fare molto di più...e meglio! Dio ama chi dona con gioia...
Fateci dono, prima di tutto, della vostra preghiera e poi, nel limite del possibile anche della condivisione dei beni!
Con affetto vi abbraccio tutti e per tutti il mio ricordo nella preghiera.
Suor Maria



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