Veramente bastava così poco? Staccare da sopra la porta d’ingresso il crocifisso, soffiar via un po’ di polvere e collocarlo sul mobile in sala ad altezza bambini perché potesse concentrare l’attenzione di tutti in famiglia? Non più sopra le nostre teste a vigilare le uscite e i rientri a casa di ciascuno, ma più vicino, visibile in ogni dettaglio e tangibile, da diventare il centro della nostra preghiera insieme, rito giornaliero che sta ritmando questa Quaresima. Il crocifisso che abbiamo scelto lo aveva scolpito per noi nel legno un vecchio zio di papà e sembra di distinguere solo ora i particolari realistici che con cura sono stati modellati. Questo Gesù sulla croce attira tutti: mamma e papà si soffermano ad osservare quanto basta per interrompere la loro fretta; Pietro chiede il significato della scritta INRI; Andrea sfiora con il dito i chiodi: sono tre… i conti tornano; Anna si allunga alzandosi in punta di piedi per acchiappare la croce e stampare un bacio veloce. Poi apre il vasetto che contiene le monete raccolte con qualche semplice rinuncia da parte di tutti per il 1000 x 5 e scappa trafugando in cameretta il suo bottino. Nell’angolo della Croce abbiamo voluto inserire anche il nostro piccolo gesto di carità accanto ai simboli delle prime domeniche di Quaresima: la Bibbia aperta sul Vangelo del giorno e la boccetta d’acqua. Oggi aggiungiamo la pietra, scegliendone una a testa dalla riserva di sassi inesauribilmente alimentata dai bambini che, a loro dire, riescono a scovare ovunque minerali preziosi o presunti tali. Eccole cinque pietre diverse per forma e grandezza deposte ai piedi della nostra Croce: non sono pietre da scagliare contro Gesù, come è scritto nel Vangelo di questa domenica, ma cinque sassi come cinque cuori induriti da pigrizie, incomprensioni, capricci ed egoismi che affiorano dalle nostre giornate nei rapporti familiari e non. Così nell’angolo della Croce ora ci siamo anche noi, non più spettatori ma partecipi con le nostre fragilità della sofferenza di Gesù. Queste nostre debolezze le affidiamo a Lui, certi che le nostre pietre non siano scartate, ma diventino piuttosto luogo privilegiato dell’incontro con Cristo, così come in famiglia ci prendiamo cura dei bisogni di ciascuno e ci aiutiamo a crescere. I peccati che hanno reso pietra il nostro cuore sono tutti lì, raccolti da sempre nella Croce di Cristo, li ha portati Lui così pesanti al nostro posto sulle sue spalle: ci ha già salvati e non ce lo ricordiamo mai. Perché non provare questa settimana a chiederci scusa e a essere disposti a perdonarci in famiglia e fuori casa?
Famiglia Zanoletti

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