Tempo fa, durante un’escursione in montagna, ci siamo trovati su un sentiero che si infilava in una galleria buia, al punto da non vedere nemmeno lo spiraglio di luce dell’uscita in fondo. Ci siamo bloccati, incerti sul da farsi: proseguire senza una luce, impossibile. Cosa c’era all’interno? Com’era il sentiero? Poi per fortuna ci siamo ricordati di una piccola torcia che avevamo nello zaino. La luce della torcia ha cambiato tutto,
tenendoci per mano e seguendo il cono di luce, i nostri passi si sono fatti più sicuri e abbiamo continuato il cammino, ritrovando l’uscita. Il ricordo di quell'esperienza ci è tornato alla mente rileggendo il Vangelo di questa domenica di Quaresima. Fa paura il buio, ti ferma, non ti permette di riconoscere ciò che ti sta intorno, chi ti sta accanto. Spesso nella nostra vita ci troviamo immersi in una cecità, non certo fisica, ma ugualmente disarmante. Siamo nel buio, anche nella nostra famiglia, quando non ci accorgiamo dei bisogni, delle difficoltà, delle stanchezze di chi ci vive accanto, ma riusciamo solo a pretendere o crediamo che tutto ci sia dovuto. Viviamo nella cecità quando il lavoro in ufficio o a scuola sono solo fatica; oppure quando compiamo scelte o condividiamo esperienze e valori solo perché “fanno tutti così”.
tenendoci per mano e seguendo il cono di luce, i nostri passi si sono fatti più sicuri e abbiamo continuato il cammino, ritrovando l’uscita. Il ricordo di quell'esperienza ci è tornato alla mente rileggendo il Vangelo di questa domenica di Quaresima. Fa paura il buio, ti ferma, non ti permette di riconoscere ciò che ti sta intorno, chi ti sta accanto. Spesso nella nostra vita ci troviamo immersi in una cecità, non certo fisica, ma ugualmente disarmante. Siamo nel buio, anche nella nostra famiglia, quando non ci accorgiamo dei bisogni, delle difficoltà, delle stanchezze di chi ci vive accanto, ma riusciamo solo a pretendere o crediamo che tutto ci sia dovuto. Viviamo nella cecità quando il lavoro in ufficio o a scuola sono solo fatica; oppure quando compiamo scelte o condividiamo esperienze e valori solo perché “fanno tutti così”.
Non vediamo la luce quando accampiamo mille scuse o diciamo di non avere tempo per gli altri. Gesù è la luce che cambia la prospettiva e il nostro modo di guardare il mondo, “ci apre gli occhi”, proprio come al cieco nato. Allora vediamo il grande dono di essere una famiglia, sappiamo regalarci un sorriso, un abbraccio e un grazie per quello che riceviamo a vicenda, ci prendiamo cura gli uni degli altri, ci perdoniamo. Sappiamo scoprire che con il nostro lavoro offriamo un servizio agli altri, che la fatica a scuola può essere bella e condivisa perché apre la mente a nuove idee. Se la luce di Gesù entra nella nostra vita sappiamo scegliere la sobrietà, la condivisione, l’accoglienza e il rispetto del creato anche se non tutti fanno così.
Ogni domenica viviamo la Messa sapendo che Gesù ci invita e ci attende, perché ha qualcosa di importante da dirci: la luce di Gesù, che, ciascuno di noi ha ricevuto nel battesimo, crea anche in noi uno sguardo lucente che porta luce là dove si posa. Noi siamo chiamati a testimoniare agli altri la Luce e divenire, come dice Gesù, sale, luce, lievito per tutti i nostri fratelli.
Famiglia Oltolini

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