Solitamente entro nella settimana santa come in punta dei piedi. Mi sembra sempre di solcare un terreno sacro. Mi sembra di risentire le parole che Dio dice a Mosè nell’episodio del roveto ardente: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo su cui stai è suolo santo!” (Es 3,5). So per certo che in questi sacri giorni noi faremo l’esperienza del roveto ardente, dell’amore infuocato di Dio per noi e per l’umanità.
È stata una grande Quaresima questa per le nostre comunità e un piccolo segno sono stati i racconti di vita che si sono susseguiti su queste pagine a partire dall’esperienza dell’angolo della croce.
Dobbiamo imparare a raccontare di più la vita. Ne avremmo certamente maggiore speranza e gioia, perché il bene è silenzioso e va scoperto e condiviso. Direi: amplificato. Vorrei raccontare la vita di molta gente che fin dal mattino presto ha visitato tutti i giorni la nostra chiesa. Oppure la numerosa schiera del venerdì attratti dalla croce. A volte basta davvero poco: un piccolo impegno che si ripete con fedeltà nel luogo, nel tempo e nel modo e così ci costruisce come veri discepoli. Vorrei raccontare la vita di tanti gesti di carità, di attenzione, di servizio e di cura che viviamo tutti nelle nostre case e sul posto di lavoro.
Dobbiamo imparare a raccontare di più la vita. Ne avremmo certamente maggiore speranza e gioia, perché il bene è silenzioso e va scoperto e condiviso. Direi: amplificato. Vorrei raccontare la vita di molta gente che fin dal mattino presto ha visitato tutti i giorni la nostra chiesa. Oppure la numerosa schiera del venerdì attratti dalla croce. A volte basta davvero poco: un piccolo impegno che si ripete con fedeltà nel luogo, nel tempo e nel modo e così ci costruisce come veri discepoli. Vorrei raccontare la vita di tanti gesti di carità, di attenzione, di servizio e di cura che viviamo tutti nelle nostre case e sul posto di lavoro.
Ed ora ci è chiesto di entrare in quella terra sacra che è il racconto della “Vita”, della Vita che è Gesù. Entrare nei primi giorni umili in cui lasciarsi perdonare da Dio nel Sacramento della confessione. Entrare nel silenzio della notte del tradimento e dell' amore fedele e tenace che si rinnova nella Cena. Entrare nel mistero della Croce di Gesù che soffre con chi soffre, che ama l' umanità così com' è. Mi commuove ogni anno vedere la fila della gente che si china a baciare il crocifisso. Attendo sempre con gratitudine quel momento. So che molti di voi avranno persone care da affidare oppure un desiderio di fedeltà al Signore e ai fratelli da esprimere. Entrare nella notte luminosa in cui risuonano già i canti di Pasqua o nel fresco mattino della risurrezione dove tutto e tutti si rinnovano.
Esageriamo cari fratelli e sorelle. Esageriamo. Il Signore ci attende. Ogni misura ristretta è quasi tradimento. Esageriamo. Senza un eccesso, senza una settimana di esagerazione ci sembra di essere ingrati. Entriamo tutti in questa settimana santa in punta dei piedi, con disponibilità e con attesa. Sarà poi il Signore a stupirci, a sorprenderci ancora una volta. Lascerà il segno, lascerà la sua impronta. A noi è chiesto solo per una volta di esagerare. Buona settimana santa.
Don Matteo

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