A.D PER SEMPRE...

Finalmente Roberta è diventata A.D 
a tutti gli effetti! 
Per questa occasione ha voluto scriverci un articolo tutto speciale...

UNA RAGIONE PER SPENDERE LA VITA
Ero una adolescente tenace ed appassionata. Frequentavo il liceo e poi l’università, insieme dedicavo grandi energie alle attività educative del mio oratorio, a Masnago. Avevo grandi domande e grandi ideali ed insieme una gran voglia di diventare grande, di diventare una bella persona; per questo mi guardavo intorno, guardavo agli adulti che avevo vicino… e mi ricordo di averne stimati molti. I miei genitori, non persone di grande fede professata, ma da cui ho sempre ricevuto la certezza interiore che un filo rosso unifica la mia vita, che la mia vita è accompagnata, non ha nulla da temere -la mia fede ancora oggi è fatta soprattutto di questo-… da loro ho imparato la dedizione senza misura per ciò che amo, una serenità pensosa ma confidente, un certo rigore di vita e  la fedeltà agli impegni presi. I miei amici, fedeli, cercatori come me, mai contenti delle rispostine pre-confezionate, che mi hanno stimolato sempre al meglio e mai trascinato nel pantano di una vita piatta o comoda. Alcuni miei insegnanti, educatori sapienti, che si lasciavano mettere in discussione, che alimentavano la mia ricerca e il mio desiderio di verità. Il mio don che aspettava i miei tempi, mi insegnava i tempi di Dio e il Suo modo di venirmi ad incontrare. Poi c’erano delle donne, dicevano di essere donne della Resurrezione ed effettivamente c’era una qualche gioia in loro…non si capiva bene se fossero suore oppure no [!!!]. Fatto è che vestivano come me, abitavano in case normali e non in conventi…non parlavano di massimi sistemi ma erano  molto attente a ciò che vivevo io e a ciò che vivevano le persone che abitavano la mia parrocchia. Dicevano che a loro piaceva essere così: per tutti e nella sua Chiesa, così come era, lì dov’era… volevano essere sorelle, amiche e madri di chi cerca Dio con cuore sincero. Mi sono state subito simpatiche perché non mi sembravano irraggiungibili o perfette, ma continuamente in movimento, con le loro goffaggini e pesantezze, ma in cammino. Mi piaceva di loro la passione per la mia Chiesa, per me, per i miei amici, per gli adulti e per i bambini della mia comunità e non di un’altra e insieme la passione per la storia, quella storia lì così com’era, perché diventasse per tutti luogo di salvezza e di santità. Dicevano che la santità è per tutti, la santità seminata in mezzo alla gente… Anche la santità diventava un po’ più familiare…non era più quella degli altari ma quella della mia gente: di mamme dedite ai loro figli, dei miei amici educatori che facevano i salti mortali per arrivare al gruppo adolescenti, di uomini e donne impegnati per i più poveri o per il sociale ( … guardate che ho in mente volti e nomi precisi). Intorno a me succedeva tutto questo in quegli anni… e dentro di me c’era ancora più movimento. Volevo diventare grande, ma diventare grande vuol dire determinarsi in qualche modo, lasciare qualcosa per abbracciare completamente qualcos’altro… Cercavo una ragione per spendere la vita. Pregavo perché mi avevano detto -e mi fidavo di chi me l’aveva detto-  che la propria vocazione si sceglie con Dio. Pregavo spesso, quasi sempre, chiedendo della vocazione, mi confrontavo con altri, ma mi attorcigliavo sempre più su me stessa. Finchè un giorno, quel giorno, mi è capitato di pregare così, senza nessuna richiesta precisa – ero un po’ stufa di non essere ascoltata-ho spento i riflettori su di me e su cosa avrei voluto/dovuto fare e ho incrociato lo sguardo del Signore. Da quel momento tutto è stato chiaro: volevo fare l’Ausiliaria Diocesana…Per anni avevo cercato quella risposta e la risposta era Lui, era la sua dedizione, la sua grandezza d’animo, la sua bellezza e verità…E’ così facile, eppure così audace. Per un momento ho messo da parte tutto quello che ero e che vivevo e mi è stato restituito il centuplopromesso dal Vangelo. Chi perde la propria vita la ritrova… quel giorno mi sono persa contemplando Lui e ho ritrovato me, la Chiesa che mi ha generato e la Chiesa che il Signore mi dona oggi … che siete voi!!! Adesso dopo qualche anno quel desiderio di seguire Lui si è fatto più pesante, perché non sempre ci viene spontaneo o immediato, perché la vita ci prova, perché alcune cose non le avevamo messe in conto. E’ un sì che ha acquisito spessore e consistenza, ho capito cosa sta dietro a quella gioia che chiede ogni giorno di credere che con la Resurrezione di Gesù è stata detta l’ultima Parola: più forte della morte è l’Amore.. le nostre piccole morti, le nostre paure, i nostri peccati e le nostre cadute, sono spazzate via da Lui. Oggi  posso dire sì con più forza, perché anch’io come quelle donne sono andata cercando nella sua Chiesa segni di santità…E vi assicuro che tra di voi ne ho trovati molti…questo è quello che mi commuove di più; questo   mi fa dire che sto spendendo bene la mia vita.

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