UNA LETTERA A TUTTI GLI APPASSIONATI DELL'ORATORIO...

L'ORATORIO ESTIVO E LA CASA DEI RAGAZZI
A TUTTI GLI EDUCATORI, 
AGLI APPASSIONATI DELL'ORATORIO DI OGNI TEMPO

“Non si può pensare ad un oratorio estivo che duri tutto l’anno?” La provocazione, forse anche un po’ bizzarra, è risuonata diverse volte all’interno del Consiglio dell’oratorio che è un gruppo composto da educatori, genitori, catechiste e collaboratori che insieme a Roberta e a me riflettono, progettano e decidono i passi da compiere per il nostro Oratorio.


Torniamo alla provocazione. Fra breve inizierà l’oratorio estivo, i nostri ambienti si riempiranno di tantissimi bambini e ragazzi allegri e vivaci. Ci saranno gli animatori che si stanno preparando con un corso e con delle prove di esperienza, ci saranno mamme e nonne. Ecco cosa funziona durante l’oratorio estivo: i bambini e i ragazzi si sentono a casa propria. E questo è sempre qualcosa di sorprendente se pensate che in oratorio ogni giorno ci sono più di 300 ragazzi con una presenza complessiva di 500 ragazzi! La casa non è da meno perché siamo in tanti, né perché ci sono grandi e piccoli insieme, bambini, ragazzi, adolescenti e adulti.

Che cosa fa casa? Questa è la domanda che ci ha guidato nel lavoro del Consiglio d’oratorio e nella vita di oratorio. Da questa domanda abbiamo rilanciato la domenica in oratorio con il campo da calcio dedicato solo ai ragazzi, con la presenza di alcuni adulti che vivono e vigilano l’oratorio, con qualche laboratorio, con spazi più belli, più colorati e più verdi, la nuova pensilina, con qualche panchina in più, con un campo da pallavolo ecc. Da questa domanda sono partite la serata medie, una catechesi che abita e propone l’oratorio come via educativa, il coinvolgimento attivo di più persone, una gestione del bar con un occhio di riguardo alle famiglie e ai ragazzi, una collaborazione positiva con il Cinema ecc. Da questa domanda abbiamo iniziato a muovere timidi passi anche a riguardo del sabato in oratorio con qualche laboratorio (coro, disegno, teatro…), con la proposta caritativa e di incontro mensile per gli adolescenti ecc. Vogliamo raccontare però anche la fatica di questi passi e ne condividiamo due in particolare.

La prima fatica è che il nostro oratorio non è costruito come una casa ed è dunque sempre molto esposto a diventare parco o piazza. Più volte la presenza di ragazzi molto grandi completamente estranei alle proposte educative, ma anche di ragazzi delle medie che spesso sono maleducati e rovinano gli ambienti in cui si trovano (ragazzi delle medie!), ha creato non pochi problemi, anche con episodi spiacevoli, soprattutto il sabato pomeriggio. Il punto non è solo la presenza di queste persone (è facile dire: “con questi ragazzi non è più oratorio”), ma è che i ragazzi non sanno più cosa sia oratorio: non lo sanno ovviamente coloro che non frequentano i cammini educativi, coloro che vengono da fuori (anche gli stranieri, ad esempio, che però diversamente a quanto si crede si distinguono solitamente per rispetto e cordialità), non lo sanno neppure i nostri ragazzi che non lo frequentano al di là delle iniziative organizzate o che preferiscono andare altrove per cercare ambienti anonimi e apparentemente (ai loro occhi) più liberi.

La seconda fatica è anche la risorsa di cui avremmo bisogno per uscire dalla situazione descritta. Frequentemente incontriamo persone che raccontano l’oratorio della propria infanzia e vorrebbero che fosse così anche per i propri figli, ma questo desiderio non si trasforma in fatti. Non possiamo riproporre ciò che esisteva anni fa, ma possiamo creare insieme qualcosa di nuovo. Insieme. Anni fa i primi a crederci all’oratorio erano i genitori di questi adulti pieni di riconoscenza e nostalgia. Possiamo dire lo stesso dei genitori dei nostri ragazzi? Non si è forse delegato troppo fino a lasciare che sia il prete e la suora e i collaboratori più stretti a “fare” oratorio? Delega che si limita a dire: “Vediamo cosa fanno, se c’è qualcosa di interessante andiamo”, oppure: “Non c’è mai nulla che mi piace, quindi…”. Come se l’oratorio fosse non una casa dove tu sei parte, ma un ente che propone e la clientela risponde a piacere.

Ritorniamo alla provocazione: non si può pensare a un oratorio estivo tutto l’anno? Una proposta animata, guidata da molti, articolata, in alcune occasioni anche “a porte chiuse”. Una proposta in cui gli animatori siano coinvolti e si sentano parte, i genitori attori attivi. Di idee ne sono venute fuori molte in consiglio di oratorio, ma come dicevamo non vogliamo muoverci come un ente, ma come casa. Non vogliamo ricadere nella trappola: “che belle cose che organizzate…”. Vogliamo fare una riunione di famiglia.

Se vuoi vivere la casa, se vuoi immaginare l’oratorio in modo nuovo puoi condividere con noi i tuoi pensieri. Lo faremo proprio durante l’oratorio estivo per tenere ancora più forte la provocazione iniziale. Ci troveremo lunedì 17 alle ore 21 in oratorio. Sono invitati i genitori che credono e amano l’oratorio e sanno che anche per i nostri ragazzi può essere e diventare casa.

A tutti però chiedo di riflettere e di pregare, anche a chi non ha più figli in oratorio, perché è questioni di tutta la comunità e non affare solo di pochi. Come dice l’apostolo Paolo, siamo un corpo solo, con molte membra certo, ma un corpo solo.

1 commento:

  1. I bambini ed i ragazzi dell'oratorio meriterebbero però dei campi sportivi degni di questo nome...dove possano divertirsi senza il rischio di farsi male

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