DON MATTEO PARTE PER UNA NUOVA MISSIONE


Dal 1 settembre don Matteo diventa vicario parrocchiale della Comunità pastorale Trasfigurazione a Milano
Sarà vicario di riferimento della Parrocchia San Giovanni Battista in Trenno (quartiere gallaratese). 

Don Matteo ha condiviso alcune riflessioni con noi.



Il Signore ci cammina davanti
Il Signore ci cammina davanti. Questa è stata una delle più belle scoperte della mia vita. È avvenuta quando ho capito che Gesù mi chiamava a seguirlo con tutto me stesso. È una convinzione che è poi maturata in questi anni da prete: il Signore è vivo, è colui che precede, che indica la strada. Gesù è sempre un po' più in là, sempre un passo avanti a noi e così crea movimento. Nel Vangelo di Marco l’itinerario del Maestro non è ben definito, come accade invece in quello di Luca dove tutto tende ad una meta, Gerusalemme. Nel secondo Vangelo ciò che importa non è dove si va, ma seguire, lasciare che il Signore indichi la strada e apra la via. Basta questo, perché egli conosce vie che noi non conosciamo e ci porta su strade ancora da scoprire.

La partenza di un prete
Perché un prete deve partire proprio quando ci si affeziona e ci si trova bene?
Mi sono posto questa domanda più volte in questo ultimo mese, in cui si prospettava per me un cambiamento di destinazione. Domanda sofferta, ma che scava dentro, che va alla ricerca delle motivazioni più vere che smuovono la mia vita.
Parto da Cesano Maderno perché appartengo al Signore e lui apre una nuova via per me. Semplicemente per questo: appartengo al Signore e sono contento di appartenergli. Ci siamo scelti reciprocamente: lui ha scelto me e io ho scelto lui. Per questo ho ridetto ancora di sì. Il Signore continua a volerci bene e vuole allargarci il cuore: ci sono altre persone da amare, senza dimenticare quelle che hai già amato.

Sono molto grato per questi undici anni vissuti con voi. Ho ricevuto molto, ho sperimentato il centuplo promesso da Gesù a coloro che hanno lasciato tutto per seguirlo. Ricordo con gratitudine don Lino e ringrazio don Flavio, i sacerdoti, le consacrate e le ausiliarie diocesane con cui ho condiviso la responsabilità della guida delle nostre comunità. Ringrazio tutti gli educatori, le catechiste, i collaboratori, gli animatori, i ragazzi, le famiglie e i bambini, gli adulti, gli anziani e gli ammalati. La vita di un prete è piena di persone a cui volere bene e da cui venire amati: da tutti ho ricevuto qualcosa perché siamo un bel popolo di Dio!

I ricordi che in questi giorni affiorano sono davvero molti: le esperienze con i giovani e con gli adolescenti, la catechesi di tutte le età, l’Eucaristia domenicale e la predicazione, il canto e la preghiera, le domeniche insieme, le équipe degli educatori e delle catechiste, le vacanze, gli oratori estivi, le feste, il cinema e il teatro, il gruppo famiglie, la visita agli ammalati, la condivisione nei momenti di gioia e di dolore, le collaborazioni con la scuola… L’elenco è quasi interminabile, perché la vita di un prete è piena di attività e di esperienze.

In questi giorni, sto rileggendo gli anni vissuti con voi alla luce dell'incontro tra Pietro e Gesù risorto nell’ultimo capitolo del Vangelo di Giovanni (Gv 21,15-19). Il Signore domanda all’apostolo: “Mi ami?” e poi raccomanda: “Pasci le mie pecorelle”. Il criterio per giudicare il nostro agire è l’amore per lui e per la gente. In questi anni ho amato questa comunità e mi sono speso con generosità. Certamente di più e meglio poteva essere fatto. Ho commesso anche degli errori e ho portato con me le mie debolezze. Però mi sono speso. Non so con quali risultati, ma so di avere amato con intensità.

Comunità in cammino
Che cosa chiede ora il Signore alla comunità Pentecoste? Intravedo due sentieri.
Anzitutto chiede di “allargare” la vita di fede e di comunità. Domanda di sentire l'esperienza della comunione, della condivisione, del lavorare insieme, non come un ostacolo, ma come una risorsa. La comunione è una profezia capace di dire qualcosa del cuore di Dio e tutti coloro che vivono nell’unità e costruiscono comunione sono profeti del Vangelo. L’esperienza della comunità pastorale offre molte occasioni per vivere tutto questo. Si tratta di coglierle.
In secondo luogo il Signore chiede di “approfondire” la vita di fede e di comunità. Questa è stata la mia preoccupazione principale: comunicare il gusto per andare più a fondo nel mistero della vita, vivere insieme la gioia dell’incontro personale con Gesù nella Messa, nella preghiera, nell’ascolto del Vangelo di Gesù, nel sacramento della Riconciliazione. La nostra comunità e il nostro oratorio vive ancora troppo in superficie e questa è stata la mia principale sofferenza. In particolare ai giovani e agli adolescenti vorrei dire ciò che ho cercato di comunicare in molte occasioni: il Signore è capace di riempire il cuore e di dare forza e gioia alla nostra vita. Non dobbiamo avere paura di lui, lasciamogli spazio.

Prendi il largo!
Pochi sanno che undici anni fa ho scelto di arrivare a Cesano in un giorno feriale, celebrando una Messa feriale. Vi chiedo per me una preghiera feriale e, per chi vuole, un semplice regalo feriale: un biglietto per condividere in poche righe qualcosa che il Signore ha fatto per voi in questi anni. Poche parole per dire qualcosa che avete scoperto e vissuto oppure sentieri che si sono aperti e che chiedono ancora di essere percorsi. Così potrò accompagnarvi meglio nella preghiera lungo la via che il Signore ha aperto per voi.
Il Vangelo di quella prima Messa feriale a Cesano era la pesca miracolosa raccontata nel Vangelo di Luca (Lc 5,1-11). Gesù dice a Pietro: “Prendi il largo!”. E lui, sulla sua Parola, si fida e si allontana dalla riva. Da sempre questa pagina accompagna il mio cammino di discepolo e di prete.

Per questo si parte ancora. Al largo.

Grazie a tutti. Con affetto

Don Matteo

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